La cura di sé: cominciamo da noi stessi e poi passiamo agli altri - LaZonaNota
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La cura di sé: cominciamo da noi stessi e poi passiamo agli altri

La cura di sé: cominciamo da noi stessi e poi passiamo agli altri

  Ascolta: I Still Haven’t Found What I’m Looking For degli U2

Prendersi seriamente del tempo per pensare al proprio benessere può sembrare una scelta radicale ed egoista ma non è così: il beneficio che ne abbiamo noi e le persone che ci stanno accanto è enorme e subito visibile. Perché allora, soprattutto noi donne, facciamo così fatica a ‘trovare’ del tempo per prenderci cura di noi stesse?

 

Sentirsi in trappola

 

Ci sono giornate, o settimane o periodi più lunghi in cui tutto sembra andare nel verso sbagliato, e noi ci sentiamo intrappolate in qualcosa a cui nemmeno sappiamo bene dare un nome ma che sappiamo non volere: che fare in queste situazioni?

 

Stamattina mi sono alzata con un gran mal di testa, una stanchezza infinita e la prospettiva di una giornata intensa di lavoro. Stavo procedendo in modalità pilota automatico ma poi ho deciso di fare diversamente: non l’avrei data vinta al malessere.

Mi sono preparata con calma, sono uscita per andare a lavorare altrove che non fosse casa – a volte è un’ottima idea per chi come me lavora spesso da casa, e così mi sono dovuta occupare – prendermi cura – di me stessa e del mio corpo, non solo in termini di abiti e trucco ma anche di come mi sentivo. Ho bevuto un primo caffè con le amiche, poi ho proseguito concedendomi del tempo per me: ho preso la bici, raggiunto il ‘luogo di lavoro’, fatto un giro dell’isolato per vedere le vetrine dei negozi ed entrare in qualcuno, fatto una telefonata a un’amica. E poi finalmente mi sono messa al pc.

Le cose sono andate molto meglio.

 

Racconto di me perché alle volte anche io mi ‘dimentico’ di fare le cose che consiglio di continuo alle mie clienti: un po’ di cura di sé. E spesso succede che mi guardino con un certo punto di domanda dipinto in faccia, perché di cura di sé se ne parla un sacco con riguardo al nostro aspetto esteriore, ma ciò di cui parlo io è un’altra cosa, una cura che ha più a che fare con il nostro cuore, la nostra anima, i nostri aspetti interiori.

Ed ecco la ragione del punto di domanda: in molti non sappiamo di che cosa si tratta. O se lo sappiamo, ce lo siamo dimenticate, o non ce ne occupiamo perché siamo troppo prese da altro e pensiamo di poter fare senza.

 

Ma non è così.

 

Perché in realtà ‘funzioniamo’ bene solo se ci permettiamo di occuparci, prenderci cura appunto, prima di tutto di noi stessi. È un discorso che vale un po’ per tutti ma in modo particolare per le donne, spesso oberate di millemila cose da fare – e da to-do list infinite.

 

Fermarsi è un buon inizio, non una tragedia

 

Fermarsi quando tutto attorno a noi continua a correre, persone, eventi, situazioni, sentirsi dentro quel turbinio senza fine e invece tirarsene fuori per un’ora, o (addirittura!) mezza giornata, concedersi del tempo e dello spazio solo per sé, è un ottimo balsamo.

Ci accorgiamo improvvisamente che il mondo continua a girare, anche se noi scendiamo un po’ dalla giostra e ci limitiamo a guardarla.

Fermarsi quindi, bersi un cappuccino o una tisana guardando fuori dalla finestra, di casa o del bar, lasciare che la mente vaghi oppure costringerla in qualche modo a fermarsi su quel momento, la tanto famosa mindfulness, che in questo caso e stare semplicemente lì, davanti a quel cappuccino e gustarselo in santa pace.

 

Fermarsi. Fermarsi e concedersi il tempo di fare delle riflessioni su quel che ci accade, su come ci sentiamo, sul tempo, sul sole, sul libro che avete letto o su quello che vi aspetta 8da mesi!) sul comodino, e magari decidere che la prossimo volta ce lo portiamo dietro qeul libro e mentre ci beviamo qualcosa leggiamo anche qualche pagina.

 

Prendersi cura di sé non è MAI tempo perso, e se cadiamo nella trappola e ci ritroviamo a pensare che le cose (ossia il nostro benessere) vadano avanti da sole e funzionino bene senza il nostro intervento, e magari ci diciamo anche che “non abbiamo tempo” ecco, è proprio quello il momento in cui fermarsi.

 

Prima io? Ma allora sono un’egoista!

 

Di fronte alla proposta di questo cambio di prospettiva le persone rimangono un po’ disorientate, e leggo nei loro occhi il pensiero: ma non sono mica una persona egoista, io! Non posso pensare a me stessa, ci sono gli altri, ci sono le persone di cui mi occupo quotidianamente, come faccio?

La mia prima risposta è che una cosa non esclude l’altra: non è che se ci occupiamo un po’ di noi stesse questo debba per forza significare che non ci occupiamo più degli altri attorno a noi. Semplicemente lo facciamo in un secondo momento.

 

La successiva obiezione è: non sono un’egoista, io!

Ma essere egoisti è un’altra cosa!

Lo dice il dizionario Treccani: l’egoismo è “l’atteggiamento di chi si preoccupa unicamente di sé stesso, del proprio benessere e della propria utilità, tendendo a escludere chiunque altro dalla partecipazione ai beni materiali o spirituali ch’egli possiede e a cui è gelosamente attaccato”.

 

Come ci si prende cura di sé?

Il web è pieno di suggerimenti di ogni genere, e quindi se sono le idee a mancarvi, lì potrete trovarne a milioni. Troverete senz’altro anche millemila indicazioni su cosa fare, una routine mattutina, serale, con 3 attività, con 5 attività, con 1 attività, ognuno ha la sua ‘ricetta’ e certamente molte di queste cose, di questi suggerimenti, funzionano.

Ma anche guardarsi attorno nella vita reale può offrire qualche idea: vado a vedere il negozio che hanno aperto in fondo alla mia via, mi faccio una passeggiata al parco, scendo una fermata prima della mia e faccio un pezzo a piedi per esplorare una zona che non conosco, o che conosco poco, provo un nuovo bar.

 

Attenzione però a non far diventare questa attività un altro punto della to-do list: scandagliate tutte le possibilità, e poi scegliete quella che va bene per noi.

Non viviamo tutti la stessa vita, non abbiamo tutti gli stessi orari o gli stessi impegni, non abbiamo tutti una famiglia o un cane, ognuno di noi è diverso, ed è anche (e per fortuna!) unico: bisogna ricordarselo.

 

Prendete un quaderno e segnatevi le cose che vi piacerebbe fare, e quando potreste farle, considerata la vostra vita. Se la mattina per voi è già troppo piena di cose pensate a un altro momento della giornata.

 

Dedicatevi del tempo.

 

Cominciate un passo alla volta.

 

E qualcosa di bello, di sicuro, succederà.

 

Lavinia Basso

LA ZONA NOTA
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lazonanota@gmail.com